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Piume leggere e duro lavoro
Marco era un ragazzo dall'indole molto curiosa. Bastava che la madre gli proibisse di toccare qualcosa perché egli avesse subito voglia di ficcarvi il naso. E immancabilmente lo si trovava proprio là dove non avrebbe dovuto essere.
Un giorno, nell'armadio della camera di sua madre, vide una scatola.
- Che c'è dentro? Domandò.
- Non toccare, per piacere, gli rispose la mamma. Quando avrò tempo, te ne mostrerò il contenuto.
Ma la curiosità divorava ilo ragazzo decise di esaminare la scatola più da vicino - oh, appena un occhiatina! Quando la mamma uscì, lui entrò quatto quatto nella stanza e trasse dall'armadio l'oggetto proibito. Con precauzione sollevò un angolo del coperchio e infilò la mano nell'apertura. Le sue dita incontrarono qualcosa di morbido e raccolsero subito tre piume, come quelle che si adoperano per riempire i piumoni e i cuscini.
- Che bello, piume! Esclamò Marco, e vi soffiò sopra. Le piume salirono verso il soffitto e dondolarono dolcemente.
"Ne tirerò fuori qualche altra, disse il ragazzo fra sé. Mi domando quante ne potrei lanciare verso il soffitto con un solo soffio, senza farne cadere nessuna. Provò prima con dieci".
- Nevica, nevica, sembrano fiocchi di neve! Esclamò. Adesso aprirò l'altra finestra e così voleranno tutte.
Detto e fatto! Lo spettacolo divenne fantastico. La stanza era piena di piume.
- E' una vera tempesta! Esclamò Marco al culmine della felicità.
In quel momento, sentì arrivare la mamma. Subito impaurito perché si sentiva in colpa, chiuse rapidamente la finestra e cercò di rimettere a posto le piume nella loro scatola. Le afferrava con le mani e cercava di raccoglierle.
"Sono uscite facilmente, pensava il ragazzo, ma com'è difficile ora rimetterle a posto!".
La piume sembravano vive, gli scivolavano tra le dita quando le toccava, alcune danzavano sulla coperta del letto e rifiutavano di farsi prendere. Altre erano cadute per terra: pestandole senza volerlo, le aveva appiccicate al tappeto. E i suoi abiti! Il suo pullover, ricoperto di una leggera lanugine, era uno spettacolo.
Quando la mamma entrò nella stanza, dapprima si dimostrò molto contrariata e disse con severità: - Marco, perché non hai lasciato la scatola dov'era?
- Volevo solo sapere che cosa conteneva, spiegò assai imbarazzato; ma mentre giocavo, il vento ha fatto volare tutte le piume. Sai, sembrava una vera tempesta di neve.
Lo sguardo della mamma era sempre severo.
- Ora le rimetterò nella scatola, promise il ragazzo; e aggiunse: Mi dispiace.
- Bene, disse la mamma, ma sbrigati. Marco si mise al lavoro con zelo, ma, ahimè! Ogni volta che tuffava la mano piena di piume nella scatola, ce n'era sempre qualcuna che volava via di nuovo. La fine lanugine gli solleticava le narici e lo faceva starnutire continuamente. Oh! Com'era difficile lottare contro quelle piume ostinate! Marco otteneva pochi risultati e non vedeva mai la fine delle sue fatiche. Dappertutto, dietro i mobili, sotto, sopra, per terra, nell'aria, ovunque trovava fiocchi di neve. Se soltanto quei fiocchi avessero potuto sciogliersi!
Quando la mamma si accorse di quanto fosse difficile per suo figlio riparare i danni provocati, venne in suo aiuto con spazzola, scopa. Aspirapolvere e straccio per spolverare. Il ragazzo respirò, sollevato. Fece di tutto per eliminare ogni traccia della sua curiosità.
Ma da quel giorno, non si interessa più - ma proprio più - della famosa scatola di piume.
E. Schlichter
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