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Il bagno di Peppi


In casa della signora Vannini, il lunedì mattina era giorno di bucato. La signora accendeva il fornello, faceva bollire la biancheria preparata la sera prima, poi la risciacquava in una vasca di acqua fredda. Allora non esistevano ancora le lavatrici e le casalinghe dovevano strofinare energicamente la biancheria su una tavola con una spazzola dura per renderla davvero pulita. Finito il lavoro, restava sempre una bacinella di acqua saponata ancora tiepida.
Un giorno, la signora Vannini pensò che fosse un vero peccato gettare quell’acqua. La si doveva pur utilizzare in un modo o nell’altro. << Preparerò un bagno per Peppi>>, pensò subito. Riempì quindi con quell’acqua una tinozza di legno e chiamò Peppi. Il cane si trovava proprio vicino all’uscio di casa. Aveva il pelo bianco e nero, le orecchie a punta e grandi sopraciglia sottolineavano gli occhi. Era intento a rosicchiare un osso che aveva sotterrato alcuni giorni prima nel giardino e che aveva appena dissotterrato. Quando vide la tinozza con l’acqua, abbassò tristemente le orecchie e la breve coda: a Peppi il bagno piaceva poco…
- Però bisogna farlo! Gli disse la signora Vannini tuffandolo nell’acqua. Cominciò a lavarlo iniziando dalla coda, poi strofinò il corpo facendo bene attenzione che la schiuma penetrasse bene nel folto pelo. Peppi stava buono, da bravo cane qual’era, ma si sentiva molto a disagio e con lo sguardo triste si guardava in torno.
Quando fu pulito, la signora Vannini gli disse: - Su, esci dalla tinozza e stai dritto! Poi gli rovesciò addosso dell’acqua pulita per sciacquarlo. Peppi detestava quella doccia ancora più del bagno. L’acqua gli entrava negli occhi, nelle orecchie, nel naso e lo faceva starnutire.
Alla fine la signora lo asciugò con un vecchio asciugamano e lo mise in un angolo ben riparato.
- Adesso resterai lì finché non sarai asciutto. Se ti lascio andare subito, ti rotolerai di nuovo nella polvere e sarai presto più sporco di prima.
Se la signora Vannini curava così il suo cane, era perché gli voleva molto bene. Peppi strofinò il muso nell’erba e scosse vigorosamente la pelliccia per eliminare le ultime gocce d’acqua.
Ecco la sorte che ogni lunedì spettava al povero Peppi! Perfino d’estate, quando c’è meno acqua, la signora Vannini non mancava mai di lavarlo dopo ogni bucato. A volte ella adoperava l’acqua tinta di blu per fare brillare di più il pelo bianco del cane.
Peppi cominciò a maledire il giorno del bucato!
Un lunedì mattina, vedendo che la sua padrona accendeva di nuovo il fornello, corse come una freccia alla fattoria vicina, situata abbastanza lontano da casa sua. Non era la prima volta che il cane andava a trovare la signora Picchi.
- Ehi, Peppi, lo salutò lei allegramente, sei gentile a venirmi a trovare. E gli allungò un osso.
Peppi rosicchiò a lungo quell’osso, poi lo sotterrò nel giardino. Infine ; riprese la via del ritorno. Per quella volta, era riuscito a sfuggire all’odiato bagno!
Per tre settimane di seguito, Peppi scomparve di casa nei giorni di bucato per andare a trovare la signora Picchi e, con l’occasione, lasciare passare l’ora del bagno. Ma il lunedì seguente, la signora Picchi, insospettita, telefonò alla signora Vannini.
- Non so che cosa stia accadendo con Peppi, ma ogni lunedì lo vedo arrivare fin dal mattino e oggi è ancora con me.
-Oh, posso spiegarle subito il motivo, rispose la signora Vannini, Peppi scappa per via del bagno. Ogni lunedì, quando ho terminato il bucato, lo lavo nell’acqua che mi rimane.
La signora Picchi cominciò a ridere:
- Ho l’impressione che resterà a casa sua la settimana prossima…
Allora, la signora accese il fornello, fece riscaldare l’acqua e riempì una vecchia tinozza, aggiunse del sapone e chiamò il cane.
Peppi era tutto intento a sotterrare il suo osso come d’abitudine. Sapeva perfettamente che gli era proibito fare dei buchi nel giardino, ma il suo istinto lo trascinava nonostante la sua buona volontà di ubbidire.
Avanzò verso la signora Picchi, depose l’osso ai suoi piedi e agitò la coda come se volesse dire: <<Non mi rimproverare, per favore, non farò più i buchi nel tuo giardino>>.
Restò meravigliato quando la signora Picchi lo mise in una tinozza e cominciò a lavarlo.
- Che strana impressione fai, mormorò la signora strofinandolo con energia. Siccome non faceva il bagno da tre settimane, Peppi era davvero molto sporco: i peli bianchi erano diventati grigi, i peli neri avevano perso la loro lucentezza e l’ aspetto terroso dell’insieme non era affatto gradevole.
Dopo averlo insaponato ben bene, la signora Picchi lo sciacquò con acqua pulita e gli asciugò il pelo proprio come avrebbe fatto la signora Vannini. Quando il cane fu asciutto, lo spazzolò e lo lasciò andare via.
- Come sei pulito! Esclamò la signora Vannini nel rivederlo, per caso hai fatto il bagno?
Il cane abbassò la coda e guardò tristemente la sua padrona.
- Mio povero vecchio amico, gli disse la signora, ti capisco.
E provando una certa compassione, gli dette un pezzo di torta in attesa di preparargli un buon pasto.
Il lunedì seguente, Peppi rimase a casa e fece il bagno, con una totale sottomissione.
Bravo Peppi!

Naomi Chadwick

Storie sui cani

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