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Un buon cavallo

A Vincenzo piacevano molto gli animali. La sua gioia più grande consisteva nell'osservare mamma gallina passeggiare nel cortile accompagnata dalla sua famigliola. Quando essa raspava il terreno con la zampa, alcuni batuffoli di piuma gialla accorrevano immediatamente, tutti in fila!
Un giorno d'estate, Vincenzo, insieme al padre, scavò un buco per fare uno stagno artificiale che recintò con un muretto. A mamma gallina fu affidato il compito di covare alcune uova di anatra. Appena gli anatroccoli furono in grado di spostarsi da soli,si misero a sguazzare nell'acqua. La povera mamma gallina stava sul bordo dello stagno e li chiamava in continuazione. Lei non sapeva nuotare e aveva paura che gli anatroccoli affogassero.
Dopo un po', Vincenzo rivolse altrove la propria attenzione. Il loro vicino era un carrettiere e possedeva un cavallo fedele e molto tranquillo che si chiamava Poly: era marrone e già piuttosto vecchio. Il suo padrone gli voleva bene e lo nutriva con amore.
Questo vicino accoglieva il ragazzo con gentilezza. Vincenzo a volte si azzardava ad andare alla scuderia, ma aveva un certo timore. Il signor Fianchetti lo tranquillizzava e gli permetteva di accarezzare il cavallo.
-         E' un ottima bestia. Non scalcia. Non aver paura!
Il signor Fianchetti trasportava merci da un paese all'altro, e molti commercianti gli affidavano del lavoro. Vincano gli faceva dei piccoli servigi: andava a prendere l'acqua alla fontana e dava da bere all'animale. Imparò a badare il cavallo e a staccargli i finimenti quando rientrava stanco dopo una lunga giornata di lavoro.
Il signor Fianchetti si recava ogni giorno in un villaggio diverso, cosicché non rientrava mai alla stessa ora. Dopo alcune settimane, qualcosa cominciò a non andare per il verso giusto. Tornava tardi. Spesso il ragazzo lo aspettava invano, e sua madre doveva andare a chiamarlo: era già ora di andare a letto.
La signora Fianchetti appariva anche lei preoccupata. La cosa non era sfuggita a Vincenzo. Un giorno, si confidò con lui:
- Ha incominciato a bere. Si ferma all'osteria e torna a casa ubriaco. Per fortuna il cavallo è capace di tornare a casa da solo! Mio marito si tiene in piedi a malapena. Come farebbe se Poly non fosse una bestia così intelligente?
Una sera il cavallo tornò da solo con il carretto. Nitriva, fermo davanti alla porta della scuderia. La signora Fianchetti gli tolse i finimenti e lo condusse dentro, molto preoccupata. Il marito rientrò molto più tardi, barcollando. Era furibondo, ce l'aveva col cavallo e lo avrebbe picchiato se la moglie non lo avesse fermato. Non sapeva cosa fosse accaduto. Era convinto di averlo legato il cavallo. "Senz'altro è riuscito a slegarsi" pensava.
Seguirono alcune settimane, e la scena si ripeté. Vincenzo finì con lo scoprire il mistero. Nel paese vicino, c'era un osteria. Dopo aver finito le sue consegne, il signor Fianchetti attaccava Poly vicino all'entrata. Quando si trovava davanti al suo bicchiere, dentro all'osteria, non si rendeva più conto di niente.
D'inverno, la povera bestia gelava là fermo. I ragazzi del villaggio avevano pietà del cavallo. Dopo un poco, lo scioglievano. Allora il cavallo tornava a casa al trotto, trascinandosi dietro la carretta. Più si avvicinava alla stalla, più accelerava il passo. Quando il signor Fianchetti decideva di tornare a casa, doveva per forza farsi la strada a piedi. Naturalmente, la gente del villaggio dava ragione ai ragazzi!
Il signor Fianchetti finì con l'abbandonare le passeggiate notturne. Erano troppo faticose! La gambe gli sembravano di piombo! Decise di non fermarsi più all'osteria: aveva troppa paura adesso di tornare a casa da solo! Quel timore lo aiutò a vincere la sua cattiva abitudine. Era felice di possedere un cavallo così bravo: grazie a Poly, non beveva più e si comportava molto meglio. La signora Fianchetti era felice di vedere quel cambiamento, come potete facilmente immaginare!

S. Traugott

Cavallo

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