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Aveva circa nove settimane. Il suo pelo, un po' rossiccio, era molto morbido. Una macchia bianca sul petto ne abbelliva l'aspetto. Le zampe, anch'esse bianche, sembravano buffamente calzare eleganti stivaletti.
Il nostro gattino, sempre disposto a giocare, non era mai a corto di idee. Ma che gattino curioso!
Un bel mattino, non comparve all'ora di colazione, momento della giornata che però apprezzava in modo particolare. Feci il giro della casa alla ricerca del mio amato gattino. Invano! Dove era andato?
-Spero non si sia fatto schiacciare da un'automobile, sulla strada, disse il nonno che, anche lui, cominciava a preoccuparsi.
Poco dopo il nonno ci avvertì che nella sua stanza si sentivano dei deboli miagolii disperati, ma non era riuscito a capire da dove provenissero quei richiami.Ricominciai la caccia. E infatti, sentii anch'io la vocetta del disperso nella rimessa del legno, vicino alla camera del nonno. Ma dov'era dunque? Incastrato tra la legna da ardere e il muro? O in una fessura? Forse è ferito?
Siccome rispondeva ai miei richiami con dei miagolii, io seguivo il suono, mi fermavo e chiamavo di nuovo. Subito percepivo un "miao,o-o-o", a volte più forte, a volte più debole. All'improvviso, appoggiando l'orecchio al camino, udii distintamente il lamento del gattino.
-Deve trovarsi qui, dissi al nonno.
Egli aprì il bocchettone di ventilazione del camino, che era abbastanza pesante e che lo spazzacamino adoperava solo per i suoi lavori di pulizia. E subito, tremante, quasi irriconoscibile, apparve il nostro gattino. I suoi stivaletti bianchi così graziosi erano spariti; la sua bella pelliccia, tutta ispida, era interamente ricoperta di fuliggine, Il nonno lo prese e lo trasse fuori dalla prigione. Il gattino si scrollò vigorosamente e saltò felice verso la sua ciotola. Sorbì con piacere il latte fresco e dissetante.
A questo punto arrivò la sua mamma e si avvicinò con amore al figlioletto. Si salutarono in maniera davvero commovente. Ma, era evidente, la mamma non era affatto contenta dell'aspetto del figlio! Quindi si mise subito all'opera per riparare i danni leccandolo con cura e non smise finché le sue zampine non furono bianche e pulite. Mi sembrava quasi di sentirla chiedere:
-Ma come hai potuto fare una simile sciocchezza?
Anche noi ci ponevamo la stessa domanda. Dopo un'attenta riflessione, capimmo quello che era accaduto. Dal lato della montagna, il tetto della casa toccava quasi il suolo. Quindi per il gattino era stato relativamente facile arrampicarsi sul tetto. Beninteso, il camino faceva parte del piano di esplorazione: quel buco nero era davvero troppo attraente! E pluff! Il piccolo curioso era caduto nell'abisso. Per fortuna era estate e il fuoco non era acceso, altrimenti l'imprudente avrebbe avuto troppo caldo

M.Werner |