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Avventura nel porcile
Anche quell'estate Walter trascorse le vacanze in campagna, nella fattoria del nonno. Vi andava sempre volentieri, perché c'erano tante cose interessanti da vedere e da fare; c'erano i cavalli, i buoi, i polli e . sì, anche i maiali. Perché gli piacessero proprio i maiali, non lo so: forse gli piacevano i rosei porcellini, il modo in cui stavano vicini alla loro mamma e poppavano, oppure il loro modo di giocare facendo tanti ruzzoloni e squittendo d'allegria. Può darsi anche che gli piacesse star lì a vedere quegli animali grossi e grassi rotolarsi nel sudicio e mangiare i rifiuti della cucina che venivano portati loro ogni giorno.
Ma forse uno dei motivi per cui Walter andava tanto volentieri nel porcile va ricercato nel fatto che il nonno gli aveva proibito di andare proprio lì. Alcuni bambini sono così. Basta proibire loro qualcosa e puoi essere sicuro che essi lo fanno apposta. Anche i genitori lo avevano ammonito di non avvicinarsi troppo ai maiali; essi sapevano che questi animali possono essere a volte molto pericolosi. Walter però lo riteneva improbabile. Chi aveva mai sentito parlare di maiali pericolosi? Per quanto ne sapesse lui, mangiare rumorosamente e rotolarsi nel sudiciume era tutto quanto potessero fare questi maiali. E tutto questo non poteva essere pericoloso. Perciò egli non dette ascolto ai consigli del babbo, della mamma e del nonno e continuò ad andare nel porcile.
Un giorno pensò che doveva essere divertente entrare dentro e dare personalmente da mangiare a quelle bestie. Per cui, prese alcune patate cotte che erano lì, aprì il recinto ed entrò. I porcellini cominciarono subito a squittire pieni di paura, e uno dei maiali più grandi si girò e lo fissò minaccioso. Walter però era troppo intento a richiudere il recinto per fare attenzione a questo ammonimento. Solo mentre stava avvicinandosi agli animali notò che uno di essi, il più grosso di tutti, lo fissava in maniera particolarmente cattiva. Era chiaro che non voleva nessun ragazzo lì. Lesto lesto buttò a terra le patate e indietreggiò verso la porta, ma troppo tardi! Il maiale gli fu accanto in un baleno, lo gettò a terra a gli morse una gamba. Walter urlò come come se fosse stato infilzato e tentò di difendersi. Per sua fortuna il nonno era nelle vicinanze e udì le sue grida. Egli corse nella stalla, aprì il recinto e si buttò sul maiale. Sulle prime ci fu una dura lotta, ma il nonno, che era un uomo molto forte, riuscì a spingere da parte il maiale e ad alzare il bambino. Povero Walter! La sua gamba sinistra sanguinava fortemente. Il nonno lo portò di corsa in casa e poi dal dottore . Questi dovette suturare la ferita e praticargli un'iniezione. Da allora, Walter ha una brutta cicatrice sulla gamba sinistra che gli ricorda sempre la terribile esperienza con i maiali e soprattutto la sua disubbidienza. Chi non vuole ascoltare, prova a sue spese! È questo ciò che imparò Walter.
Era stata una buona lezione, ma il prezzo che Walter ha dovuto pagare non era stato forse troppo alto? Non hai già constatato tu stesso che la disubbidienza comporta sempre difficoltà e pericoli? .
La disubbidienza costa sempre qualcosa. e a volte lasci anche delle cicatrici...
S. Maxwel |