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"Se almeno tu facessi."


- Oh! Se almeno Filippo facesse quello che gli si chiede! Sospirava la mamma . aveva proibito al figlio di prendere i legumi nel giardino, perché molti non erano ancora buoni per essere mangiati.
- Al momento del raccolto, potrai aiutarmi, te lo prometto, aveva spiegato al suo bambino troppo intraprendente.
Per alcuni giorni, Filippo pensò alle parole della mamma e ubbidì. Ma una mattina la mamma notò l'assenza prolungata di suo figlio.
- Filippo! Chiamò.
Nessuna risposta. Chiamò di nuovo in direzione del giardino e allora scorse, non lontano dai filari di mais, una testolina riccioluta. Il bambino estirpava dal terreno qualche cosa che poi stendeva sul muro di cinta. vicino al quale si erano radunate tutte le mucche del prato vicino, attirate sicuramente da un pasto insolito.
"Ma cosa starà facendo?", si domandò la mamma di Filippo precipitandosi fuori. Con gran velocità, il piccolo Filippo sradicava la carote e le offriva gentilmente alle mucche.
La mamma si inquietò terribilmente e se il racconto non riferisce cosa accadde al povero ragazzo, l'avrete senz'altro indovinato.
- Oh! Sa almeno Filippo facesse quello che gli si chiede! Sospirava la mamma. Poco tempo dopo questo fatto, il padre di Filippo era intento a riparare la sua auto. Il bambino lo osservava con molta attenzione. In modo particolare lo interessava il motore e il modo in cui suo padre controllava la pressione dell'aria dei pneumatici. L'indomani, il padre di Filippo andò al lavoro lasciando l'automobile a casa, perché non aveva terminato di ripararla. Disse al figlio:
- non toccare l'auto e lascia tutti gli attrezzi al loro posto!
Sì, papa, ho capito, non toccherò niente, affermò Filippo baciando suo padre per salutarlo.
Ma, molto presto, dimenticò la sua promessa.
La mamma stava lavorando nel salotto davanti alla finestra aperta, quando, all'improvviso, udì un riso soffocato seguito da un fischio, poi una sonora risata. Decise di scoprire cosa poteva divertire tanto Filippo e trovò suo figlio tutto intento a giocare con l'auto di papà, quando invece gli era stato proibito. Ma, peggio ancora: uno dei due pneumatici era piatto come una frittata; Filippo l'aveva sgonfiato completamente. Cosa avrebbe detto papà tornando a casa?
- Oh! Se almeno Filippo facesse quello che gli si chiede! Sospirò la mamma ancora una volta.
La primavera seguente, il ragazzo e la mamma un giorno si trovavano insieme nel giardino. La mamma osservava compiaciuta gli alberi da frutto in piena fioritura. Nel piccolo prato si sentiva il ronzio delle api che saccheggiavano i fiori di piscialletto.
- Guarda tutte quelle api, Filippo, guarda come sono attive! Esclama la mamma, incantata nel vedere il rinascere della natura. Il ragazzino guardò le api e decise subito di scacciarne alcune con le mani.
- No, no, non devi disturbarle e nemmeno cercare di toccarle, potrebbero pungerti. Accontentati di osservarle e di vedere come sono laboriose. Ci preparano un miele delizioso. Hai capito bene?
Filippo ubbidì saggiamente alla mamma. per un giorno intero! Siccome desiderava tanto tenere in mano -oh! Soltanto per una volta!- una di quelle piccole cose ronzanti, l'indomani cercò piano piano di catturarne una. Ma improvvisamente lanciò un grido e corse verso la mamma. Ella comprese subito il motivo delle sue lacrime, vedendo il dito ferito che il bambino le tendeva. Un'ape vi aveva conficcato il suo pungiglione. Povero Filippo! La mamma astrasse il pungiglione, ma non potè impedire che il dito si gonfiasse.
- Ti fa male, Filippo, ma avresti sofferto di più se l'ape ti avrebbe punto in un posto più sensibile, nel naso per esempio. Se almeno tu facessi quello che papà e mamma ti chiedono, eviteresti tanti guai, gli disse la mamma, sperando che questa volta, a causa del forte dolore, la lezione desse frutto.
Dopo quell'incidente, Filippo tornò a passeggiare nel giardino tutto tranquillo, osservando con la coda dell'occhio la causa del suo male, ma guardandosi bene dall'osservarla più da vicino.

Hans Backer

Mucca

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