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Storie vere


Una vittoria per Titina

Questa storia anche se un po' strana è successa proprio a me quando avevo 7 anni.
Era un lunedì sera quando in fattoria c'era molta agitazione, la pecora Birba aveva le doglie, stava per partorire.
Papà Renzo aveva ripulito la stalla, preparato tutto l'occorrente: i guanti, delle coperte, degli stracci, dell'acqua calda,. e poi l'attesa..
Al momento giusto ecco che nacque una balla pecorella tutta bianca, fu subito pulita ed asciugata e messa vicino alla sua mamma che teneramente se la coccolava.
Ma Birba non stava ancora bene, aveva ancora la doglie - Strano - diceva papà - eppure il parto è andato bene...
-
 Andate a letto - disse ancora ai suoi bambini - è tardi, io rimarrò qui a vegliare.
E così andammo a letto felici per il lieto evento, ma pensierosi per Birba.
La mattina molto presto ci svegliammo ed ecco la sorpresa, era nata un'altra pecorella, Titina, ma...! accadde una cosa strana, la mamma Birba non la riconosceva, era tutte coccole con Tita, ma per Titina niente, non voleva nemmeno che succhiasse il latte.
Che fare allora!?!...!?!...
Titina belava, piangeva a modo suo, tremava, belava, e così decidemmo di tentare di nutrirla col latte di mucca. L'avvolgemmo in una calda coperta; questo gesto fece tranquillizzare Titina. Preparammo una scodella di latte caldo appena munto e provammo a farlo bere all'agnellina.
Per istinto Titina voleva succhiare e così infilai la manina nel latte caldo e misi a disposizione di Titina il mio indice destro. Pensando fosse una tettina si mise subito a succhiarlo, e mentre succhiava il dito si sorbiva anche il latte.!!!
Vittoria.!!! Esclamammo, ce l'abbiamo fatta, Titina non sarebbe morta di fame.
Con pazienza, un po' per gioco e poi con tanto amore per quattro volte al giorno portavo il latte a Titina che mi aspettava con trepidazione.
Si era creata una tale amicizia tra di noi che pensate Titina riconosceva i miei passi ancora prima che ritornassi da scuola; dovevo ancora attraversare il ponte di sasso che già mi sentivo chiamare col suo tenero beeh. beeh.
La portavo al pascolo ogni sera con mamma Birba, sua sorella Tita e Bec il papà.
Presto Titina imparò a brucare l'erba, a mangiare il fieno e divenne così una bella pecorella con un pancione tondo tondo.
Per lei io ero la sua mamma e così tutte e due trotterellavamo contente lungo i viottoli di campagna giocando a rincorrerci.

Pecora

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