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Uno strano compagno
La famiglia del nuovo missionario, dopo un lungo viaggio, toccò finalmente la costa di Bonacca, una piccola isola del Mar dei Caraibi. Il luogo era stupendo e tutti erano entusiasti all'idea di vivere là. Milena, la figlia di otto anni, dopo qualche tempo cominciò a soffrire di solitudine perché non aveva ne fratello né sorella con cui poter giocare.
<< Mi piacerebbe avere un piccolo animale che mi tenesse compagnia >>, pensava. Ne parlò col suo amico Tiziano.
- Ti prometto di trovartene uno. Questo pomeriggio, quando tornerai da scuola, passa da me: forse avrò qualcosa per te, perché so che da sola ti annoi.
Tiziano scoprì, appollaiato tra i rami di un grande albero, un nido di pappagalli dal quale sporgevano tre grossi becchi ricurvi non troppo graziosi. << Proverò ad arrampicarmi più in alto possibile per prendere quei tre pappagallini che faranno felice la mia piccola amica. Penso che sarà entusiasta di tenerli in casa e di chiacchierare con loro>>.
Quando Milena uscì da scuola, si recò da Tiziano, come le aveva detto lui. E cosa trovò? Tre uccelli dal becco troppo grande per il loro corpicino. Erano ancora coperti da una leggera peluria, perché erano molto giovani.
Aveva tanto atteso il momento in cui Tiziano le avrebbe dato un animaletto con cui giocare! Ed ecco ce n'erano tre!
- Quale vuoi? le domandò Tiziano.
- Preferisco quello, disse Milena indicando quello che le sembrava il più debole.
Tiziano fu molto sorpreso nel vedere che Milena sceglieva il più piccolo. Avrebbe saputo occuparsi di lui? Sarebbe cresciuto come gli altri?
Milena lo prese delicatamente in mano e tornò a casa subito: doveva farlo vedere ai suoi genitori! Papà costruì per l'uccellino una gabbia dove avrebbe avuto abbastanza spazio. La bambina era felice di portargli da mangiare tutti i giorni.
Non fu necessario lambiccarsi il cervello: i pappagalli di Bonacca  si nutrono di banane, e Milena si divertiva a sbucciarle per il suo protetto. Dopo sei settimane di cure attente, quel piccolo pappagallino era diventato più forte degli altri. Milena lo chiamò Billy.
La gabbia di Billy si trovava nell'anticamera. Il pappagallo vedeva la sua padrona tornare da scuola. Un giorno l'accolse battendo le ali e gridando: << Milena! Milena! >>.
Che gioia! erano le prime parole che aveva imparato!
Alcuni anni dopo, la famiglia del missionario partì per l'Honduras britannico dove Billy trovò subito un amico, un pappagallo come lui, che apparteneva a dei vicini di casa.
Uno diceva: <<Quuui, beel paaappaaagaaallo!>>, l'altro rispondeva: <<Sooono iiio!>>.
Si chiamavano e richiamavano continuamente, chiacchieravano e ridevano coma vecchi amici. i due pappagalli sapevano anche cantare e battere il tempo con la zampa!
Un giorno, Billy volò su un grande albero davanti alla casa. Passarono alcune ore, ma lui restava lassù. Milena ebbe un idea. Siccome il suo pappagallo era terribilmente geloso, andò a prendere il pappagallo dei vicini e cominciò ad accarezzarlo senza prestare la minima attenzione a Billy. Era il sistema migliore per far scendere Billy che non sopportava di vederla fare dei complimenti a un "rivale". La scena si ripeté varie volte: bastava che Billy vedesse la bambina interessarsi a un altro uccello perché tornasse giù in un battibaleno, seccato di vedersi messo da parte! ..........

Clifford Ludington

 Pappagallo

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