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Una strana visita notturna

Rimasta sola a casa con i ragazzi durante un'assenza di suo marito, la mamma aveva invitato una delle sue amiche a venire a farle compagnia per qualche giorno, descrivendo per invogliarla la bellezza del luogo e l'aria salubre della montagna.
Tutte le sere, questa amica andava a letto molto presto, quasi subito dopo i bambini, mentre la mamma andava a dormire per ultima. in un angolo della stanza, era stata sistemata la culla della piccola Anna, l'ultima nata.
Una sera le due donne ebbero una strana visita!...
Una volta spenta la luce, la calma regnava nella casa. L'aria pura entrava dalla finestra grande, aperta. Intorno, l'ampia pianura, circondata da montagne, riposava nel profondo silenzio.
La mamma non dormiva ancora. Con gli occhi chiusi, assaporava quella pace dopo una giornata piena. Che meravigliosa sensazione! Ma il piacere fu di breve durata, perché ben presto sentì qualcosa sfiorarle il viso.
- Sei tu, Maria? mormorò cercando di afferrare quella che credeva fosse la mano della sua amica.
In quel momento, qualcosa di insolito si mise a volteggiare sulla sua testa, battendo le ali.
- Maria, chiamò la mamma, a voce bassa. Accendi la luce! Presto! Credo che sopra il mio letto ci sia un uccellino!
La sua amica si alzò subito. Appena si accese la luce, l'<< uccello >> in questione cominciò a volare intorno alla lampada, senza timore di bruciarsi le ali. Era impossibile vedere quale genere di volatile si trattasse, e poi era così veloce che le due donne dovettero rinunciare all'idea di acchiapparlo. Spensero la luce, ma il misterioso visitatore continuò a volare nella stanza.
- Bisogna assolutamente catturarlo se vogliamo dormire, stanotte, disse la mamma armandosi di un vecchio cappello che suo marito adoperava abitualmente per lavorare in giardino.
E la caccia cominciò... ma senza successo. Le due donne amiche avevano un bel saltare sui letti poi sul pavimento, aprire la finestra e richiuderla, il curioso piccolo <<aereo>> non rallentava la sua corsa instancabile. A momenti saliva di colpo verso il soffitto e volteggiava lassù, orizzontalmente. Per fortuna la casa era isolata, e non c'era pericolo che il rumore disturbasse i vicini. Dopo quindici minuti di volo ininterrotto, la strana creatura mostrò i primi segni di stanchezza e all'improvviso si posò sul letto della piccola Anna.
- Finalmente, sapremo chi sei, disse la mamma ridendo. Le due amiche esaminarono con cura l'animale.
- Ma è un pipistrello! esclamò Maria.
Adesso si trattava di sbarazzarsene in un modo o nell'altro. Il pipistrello stava perfettamente immobile, ma quando la mamma si avvicinò prudentemente, armata di un vecchio cappello, la bestiola volò rapidamente verso il visetto della piccola Anna e atterrò sulla punta del suo naso. La piccola si agitò nel sonno, ma la mamma la coricò dolcemente su un fianco, senza svegliarla.
Intanto, il piccolo animale si era rimesso a volare intorno alla lampada. Dopo un inseguimento accanito, le due donne riuscirono finalmente a scaccialo dalla finestra, che richiusero in fretta. Uf!
Esse risero della loro avventura e il resoconto che diedero divertì molto i ragazzi.
Ma alcuni giorni dopo, il pipistrello, probabilmente lo stesso, venne ancora una volta a far visita alla famiglia. Si posò, un poco disorientato, in mezzo alla coperta che copriva il letto matrimoniale. Il papà lo imprigionò velocemente sotto il paralume. Poi, in due sollevarono delicatamente il copriletto dai quattro angoli, lo trasportarono in una stanza vuota e lo deposero delicatamente sul pavimento. I bambini poterono osservare il pipistrello a loro piacimento. L'indomani, al tramonto, la coperta fu sistemata sul davanzale della finestra e il paralume fu tolto, liberando così l'ospite indesiderato.
- Ora eccoti libero, ma, in cambio, cerca ormai di lasciarci dormire tranquilli, disse papà, mentre la mamma scuoteva il copriletto dalla finestra facendo sparire alcune tracce e due macchie umide e tonde, ricordi lasciati dal visitatore. Da quella notte trascorsa sotto il paralume, notte senz'altro troppo tranquilla per i suoi gusti, il pipistrello preferì restare fuori per dedicarsi alla caccia delle farfalle e degli insetti imprudenti che si trovano sulla sua strada.
Il pipistrello possiede nervi molto sensibili, un vero sistema di eco angolo al <<sonar>>, utilizzato per localizzare i sottomarini. Grazie a essi, può volare e cacciare nella notte più buia senza urtare gli ostacoli. E poi, non si smarrisce mai.
Ma, durante il giorno, dorme in una tana oscura, sospeso per una zampa a un oggetto qualsiasi, con la testa in giù. E, per fortuna, è raro che gli venga la voglia di visitare le abitazioni degli uomini...

L. Tobler-Maler

 Pipistrello

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