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IL CERVO CHE SI SPECCHIA NELL'ACQUA


"Un cervo, specchiandosi una volta nell'acqua di una limpida sorgente, esclamava con triste rassegnazione:
- Che differenza tra la mia testa ed i miei piedi! Mentre le mie corna assomigliano ai rami di un albero secolare, le mie zampe sono stecchite come due bastoni, e non sono degne della mia bellezza.
Mentre egli si lamentava in questo modo, l'arrivo di un cane, interrompendo il filo delle sue parole, lo costrinse alla fuga.
Fuggendo attraverso il bosco, aveva modo di accorgersi quanto le sue magnifiche corna intralciassero lo sforzo che i piedi facevano per portarlo in salvo.
Il Cervo che si rimira nella fonte insegna che gli uomini di solito disprezzano ciò che serve loro, per ammirare cose inutili."

(Jean de La Fontaine, "Le Fiabe degli Animali" - F.lli Melita Ed. - pp. 5-6)

Il re Davide esclamava: "Io ti celebrerò perché sono stato fatto in modo stupendo; le tue opere sono meravigliose, e io lo so molto bene." Salmo 139:14
I
n questo salmo, Davide riconosce di essere stato creato in modo meraviglioso. Anche noi dovremmo apprezzare come ci ha fatto il Signore: niente di ciò che ha previsto nel nostro corpo è inutile, disprezzabile.
Sono invece i nostri pensieri sbagliati che, spesso, crescono come delle impalcature sulle nostre teste e c'impediscono - come le corna del cervo - di correre agilmente nella vita.
Per questo è importante pensare sempre cose positive come ci suggerisce l'Apostolo Paolo nella sua lettera ai Filippesi 4:8.
"Quindi, ragazzi, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri.

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