Un vecchio saggio che viveva su di una montagna aveva un caro amico che abitava in una grande città. Si erano conosciuti per caso, durante un viaggio del cittadino. Il vecchio gli aveva fatto da guida in quei posti impervi e gli aveva fatto conoscere tutte le bellezze del luogo.
Riconoscente, l’amico l’aveva invitato a casa sua. Voleva ricambiare il favore e fargli conoscere la sua città. Il vecchio era molto restio a partire, ma poi cedette all’insistenza dell’amico cittadino e un bel giorno prese il treno e si recò in città.
Il giorno dopo, il cittadino e il montanaro passeggiavano per il centro della città, quando ad un tratto quest’ultimo si fermò e disse: “Senti anche tu quel che sento io?”
Il cittadino, un po’ sconcertato, tese le orecchie più che poteva, ma ammise di non sentire nient’ altro che il gran rumore del traffico cittadino.
“Qui vicino c’è un grillo che canta…” continuò, sicuro di sé il montanaro.
“Ti sbagli – replicò l’amico che viveva da sempre in città – Io sento solo il chiasso della città. E poi figurati se ci sono grilli da queste parti!”
“Non mi sbaglio. Sento il canto di un grillo” ribatté il vecchio saggio e decisamente si mise a cercare tra le foglie di alcuni alberelli striminziti. Dopo un po’ indicò all’amico che lo osservava, scettico, uno splendido grillo canterino che si rintanava brontolando contro i disturbatori del suo concerto.
“Hai visto che c’era un grillo?” disse il vecchio.
“E’ vero – ammise il cittadino – Voi montanari avete l’udito molto più acuto di noi che abitiamo in città ed abbiamo sempre un gran rumore nelle orecchie.”
“Ti sbagli… – replicò il vecchio saggio – Stai attento…”. E dicendo questo tirò fuori dalla tasca un paio di monete e, facendo finta di niente, le lasciò cadere sul marciapiede.
Immediatamente quattro o cinque persone si voltarono a guardare.
“Hai visto? – disse il vecchio all’amico – Queste monetine hanno fatto un tintinnio più fievole del trillare del grillo, eppure hai notato quanti cittadini l’hanno sentito?”
(Tratta e adattata da “Il canto del grillo” di Bruno Ferrero – Editrice Elle Di Ci – pag. 3-4)
Dio parla alla nostra coscienza tramite il Suo Santo Spirito e la Sua voce è perfettamente udibile da chi è allenato ad ascoltarla. Tuttavia, se ci facciamo prendere dal vortice della vita quotidiana, con le sue preoccupazioni e le sue distrazioni, se cominciamo ad interessarci solo ed esclusivamente di questioni materiali, la voce del mondo diventerà più forte e, dall’esterno, penetrerà dentro di noi fino a che non saremo più in grado di ascoltare il richiamo di Dio.
In fin dei conti, ogni uomo sente ciò che vuol sentire!
“Non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Giacomo 4:4)
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