
L’aquila, regina degli uccelli, sentiva da tempo magnificare le grandi qualità dell’usignolo. Da brava sovrana, volle rendersi conto se quanto si diceva era vero e, per sincerarsene, mandò a controllare due dei suoi funzionari: il pavone e l’allodola. Avrebbero dovuto valutare la bellezza e il canto dell’usignolo.
I due adempirono la loro missione e tornarono dall’aquila.
Il pavone riferì per primo: “L’usignolo ha una livrea così modesta da rasentare il ridicolo: questo fatto mi ha talmente infastidito, che non ho prestato la minima attenzione al suo canto”.
L’allodola disse: “La voce dell’usignolo mi ha letteralmente incantato, tanto che mi sono completamente scordato di badare al suo vestito”.
(Tratta e adattata da “Il canto del grillo” di Bruno Ferrero – Editrice Elle Di Ci – pag. 34)
Ci sono persone che guardano sempre e solo all’apparenza: qualunque sia il messaggio, non sarà considerato se non è “confezionato” bene.
Altri sanno andare oltre la “confezione” esterna, guardano alla sostanza e sanno apprezzarla.
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