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Un serpente costretto a battere la ritirata
Ancora mezza addormentata, Sofia si strofinò gli occhi e si stiracchiò. La mamma l'aveva chiamata, ma lei stentava a credere che fosse già ora di alzarsi.
- Sofia, quando ti decidi a uscire dal letto?
- Vengo subito, mamma!
La bambina saltò dal letto, aprì le imposte della finestra e dette un occhiata fuori, Che bel mattino di primavera!
Il signor Merlo, dalla cima del pioppo, cantava a squarciagola. I signori Verdoni erano intenti a porgere alla loro prole dei vermi come prima colazione. Avevano sistemato la stanza dei bambini in un buco del grande pioppo.
Sofia fu pronta presto e si mise a tavola insieme ai suoi genitori.
Che bella giornata si prospettava!
<<Se soltanto non fossi obbligata ad andare a scuola!>> pensava la bambina. Ma non c'era niente da fare! Poco dopo si trovò sulla strada che conduceva a scuola insieme con un compagno. Al ritorno si accorse che in casa Verdoni regnava una grande agitazione. I due genitori, molto irrequieti, volavano in continuazione attorno al loro nido, lanciando grida minacciose.
C'era una grande scala appoggiata all'albero e fra i rami Sofia scorse suo padre.
- Che fai papà? Sai bene che c'è un nido sull'albero.
- Lo so, bambina mia, ma non crederesti se ti dicessi cosa ho visto arrampicarsi sull'albero poco fa.
- Cosa hai visto?
- Un magnifico serpente. Ho provato ad acchiapparlo, ma si è arrampicato con grande velocità e ora è fuori dalla mia portata.
La scala era troppo corta per il vecchio pioppo. Non restava che aspettare con pazienza lo sviluppo degli avvenimenti.
Siccome il pranzo di mezzogiorno era pronto, Sofia e suo padre si recarono n cucina. Sofia temeva per la sicurezza degli uccellini. Mangiò in fretta e tornò in giardino, appena fuori, chiamò:
- Papà, papà, corri a vedere!
Il padre corse fuori, pensando che sua figlia fosse in difficoltà. Ma si trattava di ben altra cosa.
Avendo udito le grida di angoscia dei poveri genitori, altri verdoni volavano da tutte le direzioni verso il pioppo. Altri uccelli venivano in aiuto: tra loro c'erano due gazze, parecchi codirossi e dei merli, senza contare i fringuelli e le cinzie. Che baccano! Di comune accordo si lanciarono tutti insieme sul serpente, che venne così a trovarsi in cattive acque. Ecco quella che si poteva definire mutua assistenza!
Intanto Sofia doveva tornare a suola. Quando ritornò, nel pomeriggio, era tutto tranquillo; gli uccelli cantavano come le altre sere. Unendo le loro forze avevano scacciato il serpente. L'indomani mattina, Sofia udì gli uccellini pigolare quando il papà e la mamma Verdoni portarono loro la deliziosa prima colazione di vermi e scarabei.

Hans Backer

Biscia

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