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"Chi è stato?"
"Mi domando che cosa stiano facendo i miei ragazzi!", pensò la signora Berni sospirando. Dissotterrò alcune carote, poi lasciò il giardino e tornò in casa.
Non erano trascorsi più di cinque minuti da quando aveva messo a letto i suoi due figli, Laura e Antonio, ed ecco vide di nuovo accesa la luce della terrazza.
"Ma quando diventeranno giudiziosi e ubbidienti? E dire che io credevo di potermi fidare di loro", disse fra sé. "Eppure stasera erano molto stanchi e pensavo che si sarebbero addormentati subito".
La signora Berni si diresse verso la stanza dei bambini. C'era troppo silenzio. Se Antonio era soltanto assopito, Laura dormiva già.
- Perché avete acceso la luce del terrazzo? Domandò la mamma in tono severo.
- Ma mamma, rispose Antonio, non siamo stati noi ad accendere la luce. Non siamo neanche usciti dalla stanza.
- Solo quando ero occupata a lavorare in giardino poco fa. Non è così Antonio? Dimmi la verità, continuò la mamma con tono di rimprovero; bisogna pure che qualcuno abbia acceso questa luce. Se sei sceso dal letto è meglio che tu me lo confessi subito.
Antonio voleva molto bene alla mamma e gli dispiaceva di essere accusato in quel modo. Si mise in piedi sul letto, gettò le braccia al collo della mamma e rispose: - Ma è la verità, mamma: io non sono uscito e nemmeno Laura.
La signora Berni cominciò a riflettere. Sapeva che l'interruttore del terrazzo poteva essere girato con facilità; ma non poteva girarsi da solo. "Non è possibile", disse fra sé. Ma ecco, un pensiero le attraversò la mente. Forse uno sconosciuto aveva osato introdursi in casa loro?
Un po' inquieta decise coraggiosamente di uscire in terrazza. Antonio, pieno di curiosità, la seguì.
In effetti, la luce era accesa, come la signora Berni aveva visto dal giardino. La cosa era piuttosto misteriosa!
Allora la mamma decise di spegnere la luce, e in quel momento l'enigma fu risolto. Infatti un grosso ragno peloso aveva appeso la sua tela all'interruttore; i suoi movimenti lo avevano fatto girare e la luce si era accesa! Per spegnerla occorreva fare molta attenzione per non schiacciare l'animaletto.
Adesso era chiaro: Antonio non era colpevole!
Il ragazzo era molto contento e contenta era anche sua madre.
Le dispiaceva di non aver prestato fede alle parole di suo figlio; ma chi avrebbe potuto immaginare una cosa simile: un ragno capace di accendere una luce?
Quando alla fine Antonio si addormentò nel suo lettino, la mamma si chinò su di lui e piano, molto piano, lo baciò sulla fronte.
O.L. |