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Alla fine del mio ciclo di studi, andai per un anno a lavorare in campagna, presso mio zio. Il mio lavoro preferito era tagliare la legna nel bosco insieme al nonno. Che scricchiolio quando cadeva un abete o quando i rami ben levigati rotolavano a valle!
Ma tagliare la legna non era la mia unica attività: dovevo partecipare al lavoro nei campi, pulire la stalla e salire lontano, sui monti, per raccogliere le piante medicinali. Inoltre, spesso preparavo il pasto e svolgevo diversi lavori domestici.
Oltre all'azienda agricola, mio zio possedeva un negozio che mi occupava parecchio: per ore tritavo le piante, le mischiavo, le pestavo e le mettevo nei sacchetti. Talvolta dovevo impacchettare delle caramelle per la tosse. Con quanta gioia mi dedicavo a questo lavoro! Certo, spesso c'erano dei piccoli frammenti di caramelle che non si potevano vendere. e che trovavano, naturalmente, la via della mia bocca.
Un giorno in cui le caramelle scheggiate furono più numerose del solito, mi sentii un po' nauseato dopo il mio lavoro di imballaggio. Siccome il nonno da alcuni giorni era andato su in montagna perché era la stagione dei mirtilli, decisi di raggiungerlo. Avrei dormito bene sul fieno.
L'indomani, quindi, mi misi in cammino. Giunto dal nonno, ebbi la fortuna di assistere a un meraviglioso tramonto, ma non gli dedicai tutta l'a attenzione che meritava perché provavo dei forti dolori allo stomaco. Senz'altro, la sera prima avevo masticato troppe caramelle! Sperando che il mio malessere sarebbe passato, andai a letto.
Il nonno dormiva in mezzo al fieno; mi aveva accordato il grande privilegio di occupare, per la prima volta in vita mia, l'amaca appesa all'intelaiatura del tetto. Mi sistemai. Che magnifica altalena! Siccome avevo paura di cadere quando dormivo, chiusi l'amaca legandone i bordi con l'aiuto di uno spago. In quel modo non avrei rischiato niente.
Però non riuscivo ad addormentarmi. Nonostante gli abiti caldi e le coperte, avevo freddo e la gioia di dondolarmi durò poco. Alla fine mi addormentai.
Dopo un po' mi svegliai: le caramelle non volevano più rimanere nel mio stomaco! Presto, presto dovevo uscire! Ma l'amaca era ben legata, grazie a ma. Inoltre non c'era luce. Tirai la corda con forza finché non riuscii a trovare un'apertura dalla quale scivolai fuori rapidamente. Caddi pesantemente sul fieno e mi affrettai a uscire all'aperto, là potei finalmente liberare il mio povero stomaco.
Il resto della notte lo trascorsi, come il nonno, nel fieno bene al caldo. L'indomani cominciai a salire verso i mirtilli. Come mi sembrava lungo il cammino! Raggiunsi la cima a fatica, ma una volta arrivato lassù avevo più voglia di piangere che cominciare la raccolta. Stavo così male che non potevo sopportare la vista delle piccole bacche nere che di solito trovavo squisite. Scoprii un posto all'ombra, dietro alcuni abeti nani. Mi distesi per riposare un poco, sperando di stare meglio.
Mi ero appena disteso sull'erba che mi punsi con un ramo. Stavo per scagliarlo il più lontano possibile quando feci una scoperta: quello che tenevo in mano era in realtà un corno di capriolo, un bellissimo corno guarnito di "perle" (cioè piccole gobbe) come se ne trovano raramente, la mia gioia era così grande che dimenticai subito i miei dolori. Non avevo mai fatto una simile scoperta. Ancora oggi, a distanza di tanti anni, quel corno mi ricorda il bel tempo passato con mio zio, ma anche l'enorme quantità di caramelle mangiate e la notte memorabile trascorsa nell'amaca.
S. Martin
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